Matteo Renzi: “L’Imu agricola è stata un errore”

Dubbi sull’utilità dell’Imu agricola anche da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri Mattero Renzi. Il premier, come riportato dalla stampa nazionale in data odierna (cit. dal “Corriere della Sera”, edizione del 16 aprile, pagina 2, di Monica Guerzoni) ha dichiarato che l’Imu agricola “è stata un errore”. La dichiarazione è inserita nel contesto della discussione della legge elettorale, ma il mondo agricolo pesa in maniera significativa la riflessione di Renzi sull’imposta che ha creato polemiche e manifestazioni in tutta Italia negli ultimi mesi.
Il 31 marzo scorso si è svolta una grande manifestazione a Roma che ha portato centinaia di imprenditori agricoli da tutta Italia a organizzare tre presidi di protesta; anche una delegazione della Cia di Alessandria era presente (vedere notizia qui). Il ministro Maurizio Martina ha incontrato in quell’occasione il presidente nazionale Cia Dino Scanavino al Parlamento e nel pomeriggio è seguito il confronto tra il ministro all'Economia Pier Carlo Padoan e i rappresentanti Cia regionali tra cui il piemontese Lodovico Actis Perinetto. I rappresentanti Cia hanno chiesto di rimettere in discussione il pagamento Imu, la cui scadenza è il prossimo 6 giugno, portando documenti e relazioni sullo stato dell'agricoltura in questo momento.
Il nostro sforzo è stato importante e particolarmente sentito – dichiara il presidente provinciale Cia Alessandria Gian Piero Ameglio, presente alla manifestazione a Roma due settimane fa -. Abbiamo chiesto anche il sostegno da parte dei Parlamentari del territorio, invitati al convegno organizzato pochi mesi fa in Camera di Commercio. Proseguiamo nel nostro impegno, ma l’apertura da parte del Presidente del Consiglio è in questo momento molto significativa per noi”.
La protesta dell’Imu è stata portata avanti finora e non terminerà qui – commenta il direttore provinciale Cia Alessandria Carlo Ricagni, anche lui presente in presidio a Roma -. La dichiarazione di Renzi fa sperare in un passo indietro del Governo e la Cia continuerà a fare pressione su quest’argomento di fondamentale importanza per i nostri imprenditori. Abbiamo sempre ritenuto questa tassa iniqua, forse anche i politici se ne stanno rendendo conto”.