IMU: lettera al Ministero dalla CIA


Riportiamo testualmente la lettera inviata dal Presidente nazionale CIA Dino Scanavino al Ministro Maurizio Martina relativa alla questione del pagamento IMU sui terreni agricoli, dopo la decisione del TAR del Lazio:

Caro Ministro,

la situazione che si è venuta a creare attorno alla questione relativa all’IMU agricola è inaccettabile e paradossale, a maggior ragione perché a quattro giorni dalla scadenza dei termini di pagamento la confusione regna sovrana. Con la decisione del Tar del Lazio di non prorogare la sospensione dell’Imu per i terreni ex montani, il settore oggi si trova in una situazione di totale caos.

Ritengo opportuno segnalarTi che non è più possibile fare cassa sulla pelle delle aziende agricole. Il Governo deve assumersi finalmente le proprie responsabilità e agire immediatamente per correggere la situazione, a partire dalla data di scadenza del 26 gennaio per il pagamento che non è assolutamente praticabile. L’IMU è un prelievo insostenibile per gli agricoltori, che nell’ultimo anno hanno visto i loro redditi crollare dell’11% (contro l’1,7% della media Ue) rispetto al 2013 e i prezzi sui campi diminuire del 5,5% tendenziale. Embargo Russo, maltempo, fitopatie e calo dei consumi interni hanno fatto il resto, facendo crollare le produzioni dell’8,5%. E’ chiaro quindi che le aziende agricole non possono sopportare ulteriori aggravi economici, tanto più nel caso di un provvedimento iniquo sia nei contenuti che nella modalità di attuazione e di prelievo.

A fronte di questa insopportabile situazione, chiediamo di farTi parte dirigente affinché il Governo dia seguito a quanto annunciato più volte in questi ultimi giorni e sani a livello normativo una condizione che lascia gli agricoltori in balia dell’incertezza. Non possiamo né vogliamo pensare ad un sistema istituzionale scollegato dalla realtà economica e sociale del Paese.

In attesa di una misura correttiva, che auspichiamo tempestiva, abbiamo deciso di invitare i nostri associati a non effettuare alcun versamento.

 

Secondo Scanavino