Brachetto serve una svolta: Cia e Confagricoltura incontrano i produttori ad Acqui Terme

Ricordiamo tutti i 20 mila euro di ricavo ad ettaro per i vigneti di brachetto. Dopo un quarto di secolo i produttori incassano appena 6 mila euro ad ettaro.
Le bottiglie vendute dall’industria si sono dimezzate.
Con le attuali rese ad ettaro più della metà delle uve DOCG viene destinata a prodotti alternativi concorrenziali che di fatto fanno scomparire la DOCG BRACHETTO.
Questa situazione è diventata insostenibile e con questo trend il comparto rischia il collasso entro due vendemmie.
E’ fondamentale tentare un’inversione di tendenza con scelte coraggiose e decisioni anche dolorose che impegnano l’intero comparto.
Cia e Confagricoltura Alessandria organizzano per il prossimo 24 giugno, presso il salone Belle Epoque del Grand Hotel Acqui Terme, nella città termale, con inizio alle ore 21, un’assemblea pubblica per esaminare la proposta del Consorzio del Brachetto e per valutare eventuali ipotesi di accordo alternative.
Questo incontro si è reso necessaria alla luce del fatto che l’accordo di filiera per le uve e i mosti di brachetto, quest’anno non inizia sotto i migliori auspici: infatti i dati forniti dal Consorzio di Tutela non fanno prevedere nulla di buono.
In un primo incontro che si è svolto nelle scorse settimane a Isola d’Asti, è stata presentata una prima ipotesi di filiera, subito condivisa dalla parte industriale e dalle Cantine Sociali.
Cia e Confagricoltura, nel sottolineare che successivamente a questa verranno indette altre riunioni, invitano tutti i produttori di uve brachetto a partecipare attivamente all’assemblea al fine di decidere insieme la linea da adottare per l’accordo di filiera.