Donne in Campo: 8 Marzo, “difendiamo la Terra, proteggiamo il suolo”!

‘Presidiare il paesaggio e difendere il nostro territorio agricolo’ L’Associazione Donne in Campo-Cia lancia un appello ai cittadini e alle istituzioni ad impegnarsi nella tutela del territorio, del paesaggio agricolo e della salubrità e fertilità dei suoli’. La rete delle agricoltrici italiane ‘Donne in Campo’ verso la sua IV Assemblea elettiva.

Paesaggi inimitabili, storia, arte, cultura. Scenari rurali ricamati nei secoli dalla sapienza dei nostri agricoltori. E’ l’ltalia, un paese meraviglioso minacciato da un consumo di territorio che negli ultimi anni ha divorato quasi 250 mila ettariall’anno. Un paese che ci dona anche una terra fertile e ricca di biodiversità che, combinata alla vasta diversità culturale ha generato i tanti prodotti di eccellenza che ci danno fama nel mondo. Dedicare l’8 marzo all’attenzione per la Terra che ci dona la vita e la salute è, a parere dell’Associazione Donne in Campo-Cia, il miglior modo per celebrare l’8 marzo, il giorno della Festa della Donna e per questo l’Associazione invita tutti gli italiani a guardarsi attorno a scoprire e riscoprire il mondo agricolo e i paesaggi rurali!
La Terra è base di una sana alimentazione e della salute dei cittadini nel territorio e dell’ambiente -spiega Donne in Campo-Cia- e anche quest’anno il tragico appuntamentocon frane, alluvioni, fenomeni atmosferici violenti, ma soprattutto le troppe vittime che di anno in anno si aggiungono ad una tragica lista ci chiama a porre attenzione ad un argomento per troppo tempo colpevolmente ignorato, la nostra Terra e la sua salute. In Italia come in Europa il consumo di suolo fertile rappresenta una delle tendenze più deleterie degli ultimi decenni. Nel nostro Paese questo consumo si è mantenuto su livelli particolarmente elevati, con una media superiore a quella del resto della Ue. La Terra e i semi -ricorda Donne in Campo-Cia- sono il primo anello della catena alimentare e un dono di natura. Difenderli e curarli è, dunque, il compito di tutti.
La presenza di forza lavoro femminile nel settore primario è molto più massiccia in Italia che negli altri paesi dell’Europa occidentale. Secondo dati Eurostat, infatti, nel nostro Paese sono 1,3 milioni le donne impegnate a vario titolo nell’agricoltura, contro le 340 mila in Stati come la Francia o la Germania -ricorda l’associazione della Cia. Persino in Spagna, altro Paese europeo tradizionalmente agricolo, le donne che lavorano nel settore sono circa 660 mila, la metà rispetto a quelle italiane.
“Donne in Campo, sottolinea la presidente Mara Longhin, è impegnata su molti fronti per difendere e valorizzare l’agricoltura italiana, la salvaguardia della stabilità e alla fertilità dei suoli e, soprattutto, il ruolo delle donne che sono protagoniste sempre più importanti del mondo rurale e costituiscono un anello particolarmente resistente del tessuto economico del Paese. Oggi quasi un’impresa agricola su tre è ‘rosa’, a dimostrazione del fatto che anche nella crisi le donne sono riuscite a innovare il settore, coniugando il lavoro della terra alle attività sociali e didattiche e alla difesa dell’ambiente”.
“In questi anni la rete ‘Donne in Campo’ è cresciuta ed è stata capace di elaborare spontaneamente una visione comune del progresso del settore agricolo, aggiunge la vice presidente dell’associazione Maria Annunziata Bizzarri, e, allo stesso tempo, di svolgere egregiamente il nuovo ruolo di ‘palestra’ di rappresentanza per le imprenditrici agricole. Donne in Campo, che si avvia alla sua IV Assemblea elettiva i primi di giugno prossimi, costituisce in Italia una vera ‘avanguardia’ che si propone di portare all’attenzione della società e del mondo politico il riconoscimento del giusto valore del ruolo femminile in campo economico e sociale e della sua necessaria considerazione”.
L’agricoltura è cibo e nutrimento, è salute, identità territoriale e culturale, è rapporto con l’ambiente e creazione di paesaggi. E’ la vita, la salute e la storia di un’intera società: molto di più, quindi, che un settore economico, sia pure definito “primario” -chiosa Donne in Campo Cia-. In questo senso l’agricoltura, in primis quella ‘rosa’, può diventare sul serio l’attività che farà risorgere l’Italia.