A Terzo incontro sui problemi causati dagli ungulati. Per la Cia l'intervento di Giuseppe Botto

Si è svolta nei giorni scorsi a Terzo un importante incontro sui danni e sui pericoli provocati dagli ungulati, cinghiali e caprioli in particolare.
Questo incontro ha evidenziato che l’esasperazione per il proliferare indiscriminato di questi animali non è soltanto un qualcosa che interessa solo il mondo agricolo (agricoltori e associazioni di categoria), quello dei cacciatori e quello delle istituzioni ma l’esasperazione si sta espandendo anche tra la gente comune proprio per il grave pericolo che viene arrecato alla viabilità e quindi alla salute dei cittadini.
Un incontro tecnico a cui hanno partecipato i rappresentanti di tutti i settori e le istituzioni coinvolte a cui non è mancato il grido d’allarme che giunge sempre più forte dal mondo agricolo, sia da parte degli agricoltori sia delle associazioni, che vede ogni giorno che passa sempre più impossibilitato a svolgere la propria attività con le coltivazioni attaccate sistematicamente da cinghiali e caprioli.
Pregiati vigneti, campi di mais e molte altre colture sono oggetto delle attenzioni degli ungulati mentre il reddito degli agricoltori è eroso da questa situazione al punto da mettere in grave difficoltà il sostentamento della famiglia.
L’incontro si è concluso con l’istituzione di una commissione formata da Sindaci, rappresentanti delle categorie agricole e dall'Ambito Territoriale di Caccia: primo impegno di questa commissione un incontro in Regione con l’assessore Sacchetto per trovare un percorso che risolva la problematica.
“Il proliferare degli ungulati – evidenzia il direttore della Cia di Alessandria, Giuseppe Botto – ha portato a un crescendo di danni che sono sempre più insostenibili per il settore agricolo. Anche gli incidenti stradali sono in forte aumento”.
“Dopo aver raccolto e presentato al Prefetto, alla Regione e alla Provincia 11312 firme, tra cui 122 di Sindaci, sulla petizione che chiede rapidi ed esaustivi interventi ci attendiamo – prosegue Botto – che le Istituzioni affrontino le questioni che abbiamo posto con provvedimenti risolutivi”.