Sul contenimento degli ungulati Cia e Confagricoltura non abbassano la guardia

“Ultimamente – affermano Luca Brondelli e Carlo Ricagni, presidenti rispettivamente di Confagricoltura e Cia Alessandria - si sta diffondendo la convinzione che per quanto concerne i danni da fauna selvatica, e in particolare da cinghiali e caprioli, le organizzazioni agricole non fanno nulla per tutelare la propria categoria”.
“Respingiamo questo luogo comune generalizzato – ribadiscono Ricagni e Brondelli – in quanto Cia e Confagricoltura da tempo sono mobilitate per evidenziare questa difficile situazione con varie iniziative. È bene, quindi, che chi esprime osservazioni critiche lo faccia dopo essersi documentato”.
Una petizione con 11312 firme raccolte, 119 Sindaci di cui molti dell’acquese e dell’ovadese che l’hanno sottoscritta, manifesti che sostengono le posizioni comuni delle due organizzazioni, la consegna pubblica delle firme a Prefetto, Regione e Provincia, la richiesta di un impegno reale su questi temi alle istituzioni: questo in breve l’impegno profuso dalle due organizzazioni e che ha coinvolto dirigenti, agricoltori e dipendenti delle nostre associazioni.
“Per noi – evidenzia Luca Brondelli – questo è solo l’inizio: il nostro impegno è quello di tenere alta l’attenzione nei confronti di questa problematica che sempre più coinvolge non solo il mondo agricolo ma l’intera comunità visto il crescente numero di incidenti stradali che vedono coinvolti ungulati e che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini”.
“In particolare – sottolinea Carlo Ricagni – non abbasseremo la guardia sulle problematiche della caccia che necessita di una nuova legge, sul contenimento degli ungulati e sul risarcimento dei danni. Su questi temi incalzeremo gli enti competenti affinchè si diano risposte certe alle nostre richieste”.
“Evidenziamo con grande rammarico – afferma Valter Parodi, direttore di Confagricoltura Alessandria – la difficoltà nel dare corso ai pagamenti dei danni subiti dagli agricoltori a causa del mancato trasferimento dei fondi ad Atc e Provincia da parte della Regione. Il risarcimenti per il secondo semestre 2012 nella stragrande maggioranza dei casi non sono ancora stati pagati, mentre in passato almeno gli Atc provvedevano alla liquidazione entro il bimestre successivo all’anno in cui si erano riscontrati i danni”.
Al fine di evidenziare l’evoluzione dei danni è sufficiente segnalare come esempio quello di un produttore di uve moscato nell’acquese che quest’anno in un ettaro di vigneto ha raccolto 40 quintali di uva contro i 100 che normalmente vengono prodotti.
“Esprimiamo più di una preoccupazione – evidenzia Giuseppe Botto, direttore provinciale della Cia – sul recente regolamento per il contenimento dei cinghiali emanato dalla Provincia. Gli elementi di criticità da noi riscontrati sono: procedure di una certa complessità burocratica; il puntare su appostamenti fissi a scapito delle braccate; il mancato trasferimento agli Atc delle competenze per l’autorizzazione delle braccate, che garantirebbe una maggiore responsabilizzazione dei cacciatori e tempi di intervento più rapidi. Seguiremo con la massima attenzione le fasi attuative del provvedimento e contiamo sulle assicurazioni forniteci dall’Assessore Rava che si è detto disponibile a rivedere le nuove disposizioni, qualora si rilevassero inefficaci ”.
“Diventa altresì necessario – concludono Luca Brondelli e Carlo Ricagni – sensibilizzare le forze politiche sulla rapida approvazione di una nuova legge regionale sulla caccia e sulla necessità di varare ogni provvedimento riguardante l’attività venatoria con la massima attenzione, per renderlo inattaccabile rispetto a ricorsi paralizzanti”.