La guida Inail per l'agricoltura sul Covid

L'Inail ha pubblicato un manuale dal titolo "La protezione da Sars-Cov-2 per i lavoratori agricoli", con l'obiettivo di informare gli ooperatori del settore sulle modalità di comportamento, di trasmissione, i fattori di rischio in agricoltura, il trasporto, il contagio e il reitegro in azienda, gli stagionali stranieri, i Dpi e molto altro ancora. 
Cia Alessandria la allega qui sotto e trascrive la premessa della pubblicazione, a firma di Carlo De Petris (Direttore del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici) e Sergio Iavicoli (Direttore del Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale).


I dati Istat del 2018 indicano che sono oltre 415.000 le imprese che svolgono attività principale nel settore agro-zootecnico, delle quali l’84% è costituito da piccole aziende a gestione familiare con in media circa 2 componenti e solo il 39,5% hanno dipendenti. Le regioni con il numero maggiore di imprese agricole sono la Puglia (12%), il Veneto (10,6%) e la Sicilia (10,2%).
Il rischio di contagio da agenti biologici appare una problematica scarsamente considerata nel settore agricolo, fatta eccezione per la zootecnia. Tuttavia, accanto all’evoluzione della normativa in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro, anche per questo settore sta maturando una significativa sensibilità che si traduce in una crescente attenzione verso la “cultura” della prevenzione dei rischi. La platea dei lavoratori, la cui tipologia è per altro caratterizzata da una pluralità di connotazioni (lavoratori subordinati, soci lavoratori o cooperative, familiari, lavoratori a tempo determinato, lavoratori stagionali, contratti a chiamata), è esposta a una molteplicità di rischi non sempre facilmente individuabili e gestibili con soluzioni semplici ed immediate. Nella fase attuale di emergenza sanitaria il rischio in agricoltura viene classificato come basso (dati Inail, aprile 2020), e il contagio può derivare principalmente dalla distanza minima interpersonale non rispettata tra i lavoratori stessi, o tra i lavoratori e l’utenza.
La criticità lavorativa in agricoltura viene esaltata dalla contestualità di due componenti: da un lato lavorazioni molto diversificate e processi poco standardizzabili, dall’altro personale ingaggiato non sempre informato/formato adeguatamente
per effetto combinato di un reclutamento effettuato su base stagionale e di mano d’opera straniera con carenza linguistica.
Per tale motivo si ritiene più che opportuno rendere fruibili, per gli operatori del settore, strumenti utili alla gestione della sicurezza e della tutela della salute nel rispetto della normativa vigente, in una visione di indirizzo all’adozione di misure di prevenzione e protezione adeguate ed efficaci (igiene appropriata sul luogo di lavoro, idonee misure di protezione individuale, gestione corretta delle attrezzature di lavoro).
Il presente opuscolo ha, proprio in questo spirito, lo scopo di orientare il lavoratore del settore agro-zootecnico verso quelle misure di mitigazione dell’esposizione al rischio da contagio e di diffusione, come vettore, del virus SARS-CoV-2.