Andamento 2020 dei principali comparti produttivi

FRUMENTO
In generale, annata nella media per alcuni e scarsa per altri.
Le produzioni ottenute sono discrete ma è necessario specificare che nelle aree colpite dalle pessime condizioni climatiche verificatesi nell'autunno 2019 (che hanno comportato le alluvioni), sia le semine che le rese a ettaro sono state condizionate negativamente. La qualità della granella è risultata soddisfacente, la contaminazione da micotossine (DON) è stata limitata e riscontrata solo in alcune varietà e in alcuni areali. La nota dolente è stata la riduzione del tenore proteico, risultato più basso rispetto all'anno scorso.
Riguardo al mercato, la crisi sanitaria e il lockdown di marzo e aprile hanno registrato una fase di elevata volatilità dei prezzi, che inizialmente erano saliti per poi tornare a scendere dal mese di agosto in poi. Con i prezzi attuali la redditività di molte aziende cerealicole italiane è fortemente compromessa.
Si conferma e si sottolinea l'importanza dei contratti di filiera: a fronte di un mercato ingessato i contratti garantiscono il ritiro della merce, i relativi pagamenti e i prezzi, considerando premi e maggiorazioni.
La via giusta non può che essere una migliore valorizzazione del prodotto.
 
 
FRUTTA
Annata con poche luci e molte ombre; ad iniziare dalle albicocche, con produzione scarsissima e spesso nulla per le mancate allegagioni dovute al clima avverso in fioritura. Un po’ meglio è andata per il settore del pesco, in quanto presenta fioriture più tardive, ma con produzioni comunque nettamente inferiori alle medie annuali; leggermente migliori le rese delle varietà a maturazione medio-tardiva. Il melo ha visto una produzione potenzialmente meravigliosa, ma situata nella media-alta valle è stata falcidiata dalle violente grandinate di fine agosto con produzioni compromesse e gravi lesioni agli alberi stessi. Nel susino la produzione è stata buona per qualità e quantità, tranne nelle zone interessate dalle grandinate tardive.
Generalmente annata “facile” dal punto di vista della difesa fitosanitaria, con maturazioni in anticipo sulle medie degli scorsi anni. Rispetto ad altre zone del Piemonte, le infestazioni della temibile Cimice asiatica da noi non hanno ancora provocato danni sensibili.
Importanti morie agli impianti frutticoli si registrano diffusamente a causa delle piogge eccezionali dell’autunno e inverno scorsi, con terreni rimasti a lungo sommersi con conseguente asfissia agli apparati radicali.
Prezzi generalmente buoni, data la scarsità del prodotto, ma che non coprono spesso il calo della resa produttiva.
 
NOCCIOLO
Campagna positiva quanto a produzione e qualità delle nocciole. Le rese sono tornate su livelli normali dopo un 2019 con produzioni molto basse.
Le avversità sono state contenute in maniera adeguata, in particolar modo gli attacchi di Cimice asiatica, anche grazie alle informazioni che il Coordinamento Corilicolo Piemontese, cui partecipano i tecnici Cia Alessandria, ha divulgato ai corilicoltori.
La qualità delle partite di nocciole si è dimostrata buona con rese medie, per le zone più vocate, intorno al 45%. Segnalati invece alcuni problemi di marciume e/o avvizzimento nelle zone meno vocate probabilmente a causa del clima primaverile particolarmente piovoso.
La nota dolente riguarda i prezzi che continuano ad aggirarsi intorno ai 6.50/punto resa, quando l’anno passato erano 11/punto resa: vuol dire che con una resa del 45% (valore ottenuto dal rapporto tra peso del seme/peso nocciola intera) si è passati da 490 a 290 €/quintale. Si spera che la Regione lavori per tutelare la nocciola piemontese che è da tutti considerata la migliore varietà di qualità.
 
RISO
La campagna si è rivelata buona per qualità e quantità (i quintali prodotti ad ettaro sono stati quelli di un’annata media) sia per le varietà da interno come il ‘Carnaroli’ sia per quelle destinate all’export. Le avversità, in particolare le erbe infestanti, sono state ben contenute se non per qualche problema determinato dalla nascita tardiva di alcune specie di giavone.
Purtroppo l’alluvione dell’agosto scorso ha causato notevolissimi danni a molte aziende nella zona circostante il Sesia. Lo straripamento del fiume ha fatto sì che le sue acque invadessero le risaie compromettendo gran parte del raccolto. Ciò che si è potuto salvare e trebbiare è stato commercializzato con molta difficoltà per i notevoli problemi che un riso così “martoriato” dà nel corso della lavorazione.
C’è da sperare che gli aiuti promessi agli imprenditori colpiti da questa gravissima avversità arrivino in tempi brevi per permettere loro di potersi riprendere almeno in parte dal disastro economico cui sono andati incontro. Infatti molti risicoltori oltre al danno del mancato raccolto hanno avuto ingenti perdite di macchinari e strutture.
 
VITE
La vendemmia è stata interessante e la qualità delle uve in molti casi è stata ottima. Soprattutto per quelle aziende che sono riuscite a ben contenere gli attacchi fungini nella prima parte della stagione.  Infatti chi ha avuto problemi di difesa a causa del maltempo poi nella seconda parte della stagione ha dovuto fare i conti con attacchi di peronospora larvata che hanno compromesso parte della produzione.
La percentuale di piante colpite da Flavescenza Dorata si è mantenuta sui livelli del 2019: a questo proposito sta dando i suoi frutti il lavoro che le Organizzazioni di Produttori Agricoli in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Regionale e grazie agli aiuti della Camera di Commercio di Alessandria e Asti stanno mettendo in campo ormai da più anni.
Sono invece aumentate le segnalazioni di attacco di mal dell’esca. Per il contenimento di questa patologia occorrerà porre parecchia attenzione negli anni a venire in quanto la sua virulenza sembra in deciso aumento.
I prezzi delle uve restano nella media anche a causa delle forzate chiusure di bar e ristoranti che stanno mettendo in difficoltà il comparto vitivinicolo.