Dazi Usa: vino, pasta e olio italiani indenni

L’Italia tira un sospiro di sollievo per la decisione del presidente Donald Trump di non penalizzare prodotti italiani nella revisione delle liste di merci Ue colpite dai dazi Usa. Si salvano dalle tariffe vino, olio e pasta, che nelle scorse settimane avevano tremato. Cia ritiene indispensabile continuare l’azione politico-diplomatica che ha portato all’esito positivo odierno e chiede nuove soluzioni negoziali che azzerino la stangata ancora in vigore (+25%) imposta su formaggi, salumi e liquori italiani. “Serve lavorare a livello europeo –spiega il presidente Cia, Dino Scanavino- per salvaguardare il nostro sistema agroalimentare, che soffre a causa delle conseguenze della pandemia”. Prima dell’introduzioni del dazio, l’annata era stato caratterizzata da un boom di vendite tricolori negli Usa, con 3,9 miliardi di euro e un aumento del 12%, molto maggiore degli altri mercati Ue (media del +2%). Nel 2019 l’Italia ha spedito 4,2 miliardi di euro sul mercato statunitense e il 10% delle esportazioni agroalimentari italiane sono approdate sulle tavole dei consumatori a stelle e strisce. “Cia è preoccupata anche per i nuovi dazi annunciati su prodotti della Francia e della Germania –conclude Scanavino-, che non potranno non avere ripercussioni per il nostro Paese: la chiusura dello sbocco Usa per quelle merci creerà necessariamente una sovraofferta nel mercato interno. Restiamo, comunque, fiduciosi che il lavoro negoziale del Commissario Hogan con l'amministrazione Usa possa risolvere una volta per tutte questa lunga guerra commerciale, anche in vista dell'atteso verdetto dell'arbitrato Wto sulla controversia Boeing, che dovrebbe risolversi in modo positivo per l'Europa".