Cia Alessandria monitora situazioni di credito e a rischio usura

Si è svolto ieri un incontro, in videoconferenza, organizzato dalla Prefettura di Alessandria alla presenza dei rappresentanti delle categorie economico-produttive del territorio, per ragionare insieme sull'impatto della crisi economica da Covid-19; inoltre da Palazzo Ghilini è stata espressa la richiesta di monitorare eventuali casi sospetti di infiltrazioni mafiose e criminalità organizzata in questo particolare momento, oltre a chiedere la collaborazione di tutti per la valutazione dello stato delle imprese sul territorio, della situazione del credito e la proposta di misure da mettere in atto da sottoporre all'attenzione del Governo.

Cia Alessandria era rappresentata dal direttore Paolo Viarenghi. Come detto, la richiesta espressa dalla Prefettura alle Associazioni di categoria è di monitorare le situazioni di competenza e segnalare ogni anomalia o sospetti casi di criminalità organizzata e di usura che possono intervenire nelle realtà economiche. Spiega Viarenghi: “Cia Alessandria presta particolare attenzione allo svolgimento delle attività agricole in questo momento, caratterizzato da forte difficoltà economica, e farà sicuramente la sua parte collaborando con la Prefettura. Come Organizzazione portiamo avanti con forza, e ribadiamo, la nostra posizione sulla semplificazione del lavoro e il ripristino dei voucher quale strumento flessibile per la manodopera stagionale che sta avvenendo, e l’apertura alle categorie previste di pensionati, percettori di reddito di cittadinanza e ammortizzatori sociali. Se questo problema non si risolve, andremo incontro a possibili gravi problemi, come previsto dalla Prefettura che ringraziamo per l’attenzione e il coinvolgimento delle parti economico-sociali”. Aggiunge il presidente Cia Gian Piero Ameglio: “La nostra Organizzazione ha strutturato un portale nazionale di incrocio tra domanda e offerta di lavoro, a breve online: abbiamo un bacino di 25 mila soggetti in Piemonte pronti al lavoro, l’agricoltura ne necessita 19 mila, ma bisogna abilitare le tre categorie in questione”.

Cia ha all’attivo anche la collaborazione nazionale con Libera, che ricorda quanto anche il Piemonte sia a rischio di infiltrazioni mafiose, usura ed estorsione.