Vinitaly 2020 cancellato, i commenti positivi dei produttori Cia Alessandria

Il CdA di Veronafiere ha deciso di cancellare l’edizione del Vinitaly di Verona in programma nel mese di aprile 2020, rimandando l’appuntamento al prossimo anno (già fissate le date, dal 18 al 21 aprile), causa Coronavirus. Dopo il ProWein di Dusseldorf, cancellato a inizio emergenza sanitaria, gli imprenditori del vino vedono così compromessi i loro affari anche per il prestigioso Salone italiano. I produttori Cia Alessandria sono tuttavia concordi nel ritenere corretta questa scelta, come dichiarano.
Massimo Moccagatta, titolare di Villa Sparina a Gavi: “Sono molto d'accordo con la decisione, coraggiosa ma giusta: in un anno tanto drammatico è la scelta migliore, tenendo anche conto che quasi la totalità del mercato Vinitaly è basata sull'export, non avrebbe senso focalizzarsi unicamente su un mercato italiano, che uscirà devastato dall'emergenza pandemica. È una fiera troppo importante per concludersi con un fallimento. Speravo in prima persona che si arrivasse a questa decisione”.
Gabriele Gaggino di Tenuta Gaggino a Ovada: “È la soluzione migliore, perché avremmo investito dei soldi inutilmente: dall’estero non sarebbe venuto nessuno. La prima ipotesi di fare la fiera nel mese di giugno ci aveva lasciato sconcertati, infatti”.
Davide Cavelli titolare dell’omonima azienda vitivinicola a Prasco: “Data la situazione ce lo aspettavamo. Gli altri Stati sono in ritardo sullo sviluppo del virus, sarebbe stato un flop, ad immaginare di recuperare la data in altri mesi”.
Lucia Salmaso di Tenuta San Pietro a Tassarolo: “E' una scelta ben ponderata, non si può rischiare la sicurezza pubblica. A livello lavorativo può rappresentare un problema, perché il Vinitaly è un incontro annuale molto importante. La decisione creerà alcune ripercussioni ma ci adeguiamo: è più importante la salute pubblica”.
Silvio Morando titolare dell’omonima azienda vitivinicola a Vignale Monferrato: “E’ una decisione ovvia e condivisibile. Ma la questione da affrontare adesso è capire come gestire l’inevitabile crisi economica che seguirà, perché la ristorazione, collegata anche al settore del turismo, sarà duramente colpita ed è il nostro mercato di sbocco principale. Dovranno essere attuate politiche di sostegno per l’intero settore enoturistico e agroalimentare”.
Conclude il presidente provinciale Cia Alessandria Gian Piero Ameglio: “Sicuramente, con questo fermo, il settore avrà bisogno di ripartire con ancora più slancio: ci vorrà, quindi, una grande manifestazione a Verona, che superi tutte le precedenti e guardi al futuro del mondo del vino tricolore. Un comparto fondamentale per l’economia italiana, traino dell’agroalimentare con esportazioni che superano i 6 miliardi di euro annui”.