I miti da sfatare nella sicurezza alimentare

Si è parlato di sicurezza e alimentazione al convegno organizzato da Cia Alessandria in collaborazione all’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, nella sede della Camera di Commercio. Corretta informazione, fake news e tutela della salubrità degli alimenti sono stati il filo conduttore delle relazioni svolte dai relatori invitati, con il coordinamento di Simone Nicola, responsabile Sicurezza Cia Alessandria.

I saluti e l’introduzione li ha fatti il direttore provinciale Cia Paolo Viarenghi, che ha inquadrato il contesto della mattinata dei lavori e fatto riferimento alle credenze sbagliate legate al mondo dell’agricoltura, quale – ad esempio – l’inquinamento eccessivo arrecato dal settore.

Il medico del Lavoro Giancarlo Faragli ha esposto i temi dell’alimentazione in relazione alle malattie e al benessere, spiegando che secondo alcuni studi, con uno stile di vita sano è possibile prevenire circa un terzo dei tumori. Come noto, il tabacco resta uno dei fattori di rischio assoluto per tutte le malattie, mentre lo sport concorre a diminuire il rischio di cancro, con una percentuale impattante sulle casistiche: ad esempio, -42% su esofago, -27% su fegato, -16% su polmoni. Attenzione anche agli zuccheri, da limitare e non sottovalutare. Basti pensare che una lattina di tè freddo contiene l’equivalente di circa tre cucchiai da minestra in zucchero, ben quattro per le lattine di bevande gassate. Suggerimento utile: scegliere i cibi in base al colore: quelli blu e viola hanno effetti positivi sul tratto urinario, quelli verdi su occhi, ossa e denti; quelli bianchi hanno effetti positivi sul colesterolo, quelli giallo-arancio su sistema immunitario, ossa e pelle; i cibi rossi hanno effetti positivi su tratto urinario e sulla memoria. Fondamentale prestare attenzione al sale nelle diete: utilizzarne poco e meglio se iodato, e soprattutto mai dimenticare la colazione, pasto principale della giornata.

Il responsabile tecnico Cia Fabrizio Bullano ha parlato di fitosanitari e impiego corretto in agricoltura, dall’acquisto allo stoccaggio in azienda in locali dedicati, alla loro distribuzione con dispositivi di protezione, come disposto anche dalle regole del PAN (Piano di Azione Nazionale). I dati Istat rilevano che gli agrofarmaci utilizzati in Italia arrivano ad essere 115 mila tonnellate in Italia; di queste, 9666 sono utilizzate in Piemonte e circa 1500 in provincia di Alessandria. L’esplosione del metodo biologico ha portato in pochi anni a quota 80 mila le aziende che in Italia si dedicano a questa tecnica, con una superficie investita di circa il 15% (in Austria è il 24%, in Spagna il 10), ma a causa delle rese decisamente inferiori, è difficile pensare che il futuro sarà interamente biologico. I dati ci mostrano che resterà una produzione di nicchia. Senza fitosanitari, alcune ricerche hanno stimato che lo scenario di produttività diminuirebbe di circa il 70%, con un crollo di valore perso che arriverebbe ai 2,6 miliardi di euro dagli attuali 8,9 miliardi.

Il prof. Guido Lingua, docente di Botanica all’UPO, si è soffermato sui microorganismi biostimolanti delle piante e il loro ruolo sulla qualità e salubrità dei prodotti agroalimentari. Su un centimetro quadrato di foglia – ha spiegato – sono presenti milioni di batteri, che aumentano sulle radici. I batteri migliorano la crescita delle piante attraverso la stimolazione diretta e il biocontrollo. Grande importanza è attribuibile anche ai funghi, che migliorano la nutrizione minerale, aumentano la tolleranza allo stress, contribuiscono alla stabilità dei suoli, mantengono gli equilibri tra specie vegetali. Il docente ha anche presentato i risultati di alcune ricerche applicate ad alcune produzioni, come fragole, basilico e zafferano.

Milena Zoppi, tutor didattica professionale Azienda ospedaliera alessandrina e UPO, si è soffermata sulla figura dell’infermiere professionale, individuata con una legge del 1994 e in aggiornamento, accanto a momenti diversi che vanno dalla prevenzione alla cura, dalla riabilitazione alla paliazione. Già nel Codice deontologico l’infermiere (art. 7 Capo II) vede tracciata la cultura della Salute, prima ancora che di cura e riabilitazione. Zoppi ha anche spiegato il percorso di studio universitario per la formazione dei professionisti.

Gian Piero Ameglio, presidente provinciale Cia, ha concluso la giornata – dopo lo spazio aperto alle domande e alle precisazioni – valorizzando il cambiamento in agricoltura che ha portato netti miglioramenti e aumento di qualità, concetto che ha parametri diversi della stessa materia a seconda di chi coinvolge (ad esempio, la qualità che l’allevatore valuta è diversa dalla qualità del macellaio e diversa ancora da quella del consumatore finale).

L’invito comune è stato di ricercare le informazioni corrette da fonti autorevoli e ufficiali, in fatto di Sicurezza e Salute. I medici e gli specialisti delle varie materie devono essere i primi interlocutori, ma anche il web presenta luoghi di informazione corretta da utilizzare, basta rivolgersi a siti collegati a ministeri, enti di ricerca, università, comunità scientifiche, associazionismo organizzato.