Agrinsieme: il punto sulla trattativa per la cessione di uve moscato. Perch non sperimentare il sistema del “blocage/deblocage”?

La trattativa per la cessione delle uve Moscato è entrata nel vivo. Le parti stanno lavorando sul “nodo” della resa ettaro. Per la vendemmia 2012 era stata fissata a 108 quintali. Per quest’anno è prevista una riduzione, perché le vendite (ma non ci sono ancora dati aggiornati) hanno segnato il passo rispetto al record di due anni fa, quando si passò la soglia dei 100 milioni di bottiglie.
Oggi c’è un assestamento sugli 80 milioni di pezzi di Asti Spumante e sui 25 milioni per il Moscato d’Asti (quello che un tempo si definiva tappo raso). Le vendite vanno bene all’estero, che complessivamente assorbe l’80% della produzione, mentre complice la crisi, in Italia si raggiunge a stento il 20%.
Agrinsieme ha fatto il punto sull’andamento della trattativa in un’assemblea pubblica, molto partecipata e vivace, che si è tenuta il 5 agosto scorso, presso la Sala delle Stelle del Comune di Canelli.
Dalla discussione sono emersi alcuni punti fermi. I produttori che fanno riferimento ad Agrinsieme ritengono che la resa non debba scendere sotto i 95 quintali ad ettaro, ma sono disponibili a prendere in considerazione la richiesta di 100 quintali proposta dagli industriali. Hanno invece espresso parere contrario alla trattenuta di un euro al quintale per la promozione.
“Potrebbe essere utile – ha affermato Carlo Ricagni, Vice Presidente regionale della Cia, delegato alla trattativa sulle uve Moscato – , in questa vendemmia, sperimentare il sistema del blocage e del déblocage. È in pratica la possibilità di congelare 5 quintali per ettaro, che potranno passare da supero a docg a seconda dell’andamento delle vendite. Consentirebbe di rinviare la decisione definitiva sulla resa per ettaro al momento in cui la situazione del mercato sarà più chiara”.