La Regione e il contenimento della fauna selvatica

Si è tenuto giovedì 3 ottobre presso la sede dell’Assessorato regionale all’agricoltura, cibo, caccia e pesca di corso Stati Uniti 21 a Torino, un incontro che ha visto la presenza dei rappresentanti e dei tecnici di tutte le Province piemontesi.
All’ordine del giorno, il contenimento degli ungulati, in particolare dei cinghiali che stanno causando vari problemi su tutto il territorio regionale, mettendo a rischio anche l’incolumità pubblica.
Oltre alle riunioni che si stanno effettuando con i Comitati per la sicurezza e l’ordine pubblico delle varie prefetture piemontesi, abbiamo deciso di convocare un incontro con i rappresentanti e con i tecnici faunistici delle Province del Piemonte, per fare il punto della situazione per quanto riguarda il proliferare incontrollato in tutte le Province degli ungulati ed in particolare dei cinghiali – spiega l’assessore regionale all’agricoltura, cibo, caccia e pesca Marco Protopapa.
Dalla riunione, alla quale era presente anche il vice presidente della Regione ed assessore alla montagna Fabio Carosso è emersa la chiara volontà da parte di tutti di mettere in atto tutte le misure possibili per il contenimento numerico dei cinghiali, per salvaguardare le culture ma soprattutto l’incolumità pubblica anche alla luce di una serie di gravi incidenti stradali.
Dalla panoramica tracciata è risultato evidente la presenza di un numero elevato di cinghiali in tutte le province della regione ed allo stesso tempo una serie di criticità nell’attuazione dei piani di contenimento degli stessi.
Tra le criticità spiccano la scarsità di organici per quanto riguarda le guardie venatorie come anche la necessità di un maggiore coordinamento tra le azioni svolte da Province, Ambiti territoriali di caccia e Comprensori alpini.
Le soluzioni proposte sono ora al vaglio dei competenti uffici regionali. Tra queste, il potenziamento della cosiddetta caccia di selezione a lungo e medio termine.
Sempre per quanto riguarda l’operatività, si vuole dare vita ad un gruppo di lavoro con i tecnici di Regione, Province, Atc e Ca, finalizzato a formulare proposte per la revisione delle attuali linee guida regionali, mentre è stata valutata positivamente anche la proposta di potenziare il sistema informativo di gestione dei danni in agricoltura.
Infine è stato deciso di attivare un confronto con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), per quanto riguarda la verifica della fattibilità dell’ampliamento dell’utilizzo della cosiddetta “braccata” nella caccia di selezione al cinghiale.
La Cia di Alessandria è aperta e disponibile al dialogo e ai suggerimenti, come spiega il presidente provinciale Gian Piero Ameglio: "La nostra Organizzazione si spende da molto tempo per trovare una soluzione al problema, ci stiamo impegnando a tutti i livelli: dalla raccolta firme che ha coinvolto anche tutti i sindaci nel 2014, fino alla deposizione della proposta di modifica alla legge 157/92 a Roma. Riteniamo la questione non più prorogabile e di stretto interesse per tutta la comunità, non solamente agricola. Sulle strade non devono esserci più vittime, nè tantomeno sinistri".