Mais: il Tavolo tecnico a Roma

Si è riunito a Roma il Tavolo tecnico Mais, istituito dal ministero delle Politiche agricole. I componenti del Tavolo sono al lavoro da mesi con quattro gruppi di lavoro (Ricerca ed innovazione; Mercati e contratti di filiera; Assistenza tecnica; Coordinamento Regioni – Ministero) per elaborare il Piano maidicolo nazionale, di cui al momento è disponibile una prima bozza. Auspichiamo che si possa giungere in tempi rapidi alla definizione del piano che è strategico per lo sviluppo del comparto.
Il mais è l’alimento principe nelle filiere zootecniche, quindi delle produzioni italiane di grande qualità, ma da svariati anni è in crisi. La produzione è passata dall’autosufficienza quasi totale raggiunta tra la fine degli anni novanta e il primo decennio del nuovo secolo ad una netta dipendenza dall’estero, tanto che nell’ultima campagna di commercializzazione le importazioni hanno sfiorato il 50% del nostro fabbisogno interno.
Le cause sono il calo delle quotazioni del mais, le rese di produzione ferme ai livelli di venti anni fa, mentre nel resto del mondo sono in crescita costante, le condizioni climatiche sempre meno favorevoli che sono all’origine di gravi emergenze sanitarie (la presenza di micotossine), la riduzione degli aiuti Pac a causa dell’introduzione del disaccoppiamento, l’impossibilità per il nostro Paese di poter ricorrere alle biotecnologie innovative.
Commenta Valentina Natali, consulente tecnico Cia Alessandria: “Il panorama che si prospetta per il settore maidicolo non è semplice, ma nonostante le difficoltà che sta attraversando questo settore il mais è sempre stata ed è una coltura fondamentale per il nostro Paese. Dai dati pubblicati da Ismea alla fine del 2018 sono oltre 600 mila gli ettari investiti oggi a mais in Italia, superficie in notevole ribasso, si stima una riduzione del 40% negli ultimi 20 anni. Le motivazioni del progressivo abbandono di questa coltura sono molteplici: variazione delle condizioni climatiche, sempre meno favorevoli, oltre che a influire sulle rese influiscono soprattutto sulla presenza di aflatossine; elevati costi di produzione.  L’applicazione di buone tecniche agronomiche, quali semine tempestive, raccolte anticipate, gestione delle malerbe, concimazioni equilibrate, irrigazione, scelta dell’ibrido, giocano un ruolo economico fondamentale per poter ottenere un miglioramento produttivo e qualitativo, ma anche oneroso rispetto alle quotazioni di mercato non soddisfacenti. Per questi motivi, molti agricoltori hanno preferito cercare colture alternative e più remunerative come la soia, oppure soprattutto nella Pianura padana, è cresciuto un forte interesse nei confronti della produzione di mais da trinciato a discapito della granella. In quest’area infatti c’è una forte richiesta del prodotto sia legata all’ uso zootecnico, sia legata all’uso energetico destinato alla produzione di biogas. Tale scelta è sicuramente avvalorata dal fatto che la matrice del mais da trinciato è meno soggetta a rischi sanitari, e dai minori costi di produzione (es. costi di essicazione).
Le aziende stanno cercando di aumentare la redditività aziendale, per questo sono stati realizzati impianti di piccole e grandi dimensioni che attualmente vengono ben utilizzati in quanto il materiale da trinciato è molto più remunerativo di quello della granella”.
L’obiettivo principale del Piano maidicolo nazionale deve essere quindi quello di ristabilire un livello più elevato di autoapprovvigionamento del mais nazionale per garantire l’alimentazione dei nostri animali.
Un forte contributo al rilancio di questa coltura può provenire sicuramente dal grande potenziale che può essere offerto dalla ricerca pubblica e dalla nuova frontiera aperta dalle “new breeding technologies”, per migliorare le perfomance varietali, in particolare le rese e la qualità, soprattutto sanitaria, del mais italiano.
Altrettanto necessario è favorire lo sviluppo di altri strumenti come l’agricoltura di precisione, l’affinamento di pratiche agronomiche più efficienti, l’ammodernamento delle strutture di stoccaggio, per creare una filiera efficiente e in grado di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.