Clima: apicoltura in crisi

Anno difficile per l’apicoltura italiana, a causa delle condizioni meteorologiche particolarmente avverse di questa prima parte dell’anno, con perdita di produzione di molti mieli. E’ quanto emerge dal monitoraggio dei dati produttivi per il mese di maggio condotto dall’Osservatorio Nazionale Miele. La crisi tocca pesantemente anche il Piemonte dove la produzione primaverile di miele d’acacia, il più richiesto dal mercato, é stata quasi nulla.
Per trovare soluzioni alle problematiche del settore il Mipaaft ha convocato un tavolo di lavoro sul tema. “La convocazione del tavolo - ha detto il sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Alessandra Pesce, che ha presieduto i lavori - rappresenta una pronta risposta per reagire, in maniera efficace a tempestiva, alle difficili condizioni del comparto, così provato dalle ultime emergenze climatiche che hanno comportato una grave perdita di produzione, a cui si sommano gravi difficoltà di mercato dovute alla concorrenza del miele d’importazione. Il settore apistico ha conosciuto nell’ultimo anno un’attenzione crescente, a livello di politiche Ue e a livello nazionale, con lo stanziamento nella finanziaria 2019 di 2 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di progetti dedicati”.
Occorre agire per ottimizzare l’intervento pubblico integrando le diverse azioni, dalla ricerca al sostegno di allevatori e produzioni, dai controlli alla comunicazione ai consumatori -ha aggiunto Pesce-. Vi sono congrue risorse su cui poter contare, l’impegno è di utilizzarle in maniera integrata e complementare affinché abbiano ricadute e impatti positivi su tutto il settore”.
In Piemonte il settore apistico negli ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo sia per il numero di alveari allevati, sia per il numero di aziende attive. Dal 2001, anno in cui si registravano 2.701 aziende con 88.276 alveari allevati si è passati nel 2017 a 5.612 aziende che conducono 18.982 apiari con 199.315 alveari.
Spiega la produttrice e presidente di Zona Cia Acqui Terme Daniela Ferrando: "Siamo in linea con l'allarme espresso a livello nazionale. Il raccolto dell'acacia è andato in gran parte perso a causa del maltempo di maggio, ci sono problemi a tenere in attività le famiglie. In certi casi arriviamo addirittura a nutrirle perchè non hanno nemmeno il cibo per se stesse. Si verificano problemi di sciamature; a questo punto speriamo nel raccolto estivo, che riguarda in particolare millefiori, castagno e melata".
L’apicoltura è una preziosa risorsa dell’agricoltura piemontese –sottolinea il Presidente regionale della Cia Gabriele Carenini Il momento é molto difficile. Urge un sostegno almeno per la mancata produzione di miele, prima che sia troppo tardi. Le nostre migliori realtà produttive devono essere aiutate a sopravvivere”.