Lavoro stagionale 2019: le regole

Il  9 aprile 2019, sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 è stato pubblicato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 12 marzo 2019 che autorizza l’ingresso in Italia di 30.850 lavoratori extracomunitari stagionali e non stagionali per l’anno 2019.
Tale decreto prevede una quota massima di 12.850 ingressi di cittadini extracomunitari per motivi di lavoro subordinato, non stagionale, e di lavoro autonomo.
Nell’ambito della suddetta quota:
- 500 ingressi sono riservati ai cittadini non comunitari residenti all’estero, che abbiano completato i programmi di formazione e di istruzione nel Paese di origine, ai sensi dell’art. 23 del Testo Unico sull’Immigrazione.
-  2.400 ingressi è riservata ai lavoratori autonomi appartenenti alle seguenti categorie:
1. imprenditori che svolgono attività di interesse per l’economia italiana che prevedano un investimento in Italia di almeno 500.000 euro e la creazione di almeno tre nuovi posti di lavoro;
2. Liberi professionisti esercenti professioni vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione;
3. titolari di cariche di amministrazione o di controllo di società, di società non cooperative, espressamente previste dalla normativa vigente in materia di visti d’ingresso;
4. artisti di chiara fama internazionale, o di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici oppure da enti privati;
5. cittadini stranieri per la costituzione di imprese “start-up innovative” ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.

100 lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori, fino a terzo grado in linea retta di ascendenza residenti in:
1. Argentina
2. Uruguay
3. Venezuela
4. Brasile
potranno fare ingresso in Italia per svolgere attività di lavoro subordinato non stagionale o autonomo.
Sarà possibile convertire:
a) in permessi di soggiorno per lavoro subordinato:
4.750 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;
3.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
800 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati a cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.
b) in permessi di soggiorno per lavoro autonomo:
700 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
100 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati a cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.
Le quote destinate alle conversioni (9.850 unità) in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo previste dal decreto in oggetto verranno ripartite dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, tramite il sistema informatizzato SILEN, sulla base delle effettive domande pervenute agli Sportelli Unici per l’Immigrazione.
Trascorsi 90 giorni dalla pubblicazione in G.U. del Decreto, le quote non utilizzate potranno essere diversamente ripartite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in base alle effettive necessità del mercato del lavoro.

Modalità di presentazione delle domande
Le domande possono essere inviate - come di consueto - esclusivamente con modalità informatiche, a partire dalle ore 9,00 del 16 aprile 2019 collegandosi al sito: https://nullaostalavoro.dlci.interno.it
per i lavoratori non stagionali e autonomi.
Per i lavoratori stagionali invece le domande potranno essere inviate alle ore 9,00 del 24 aprile 2019.
Le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2019 e saranno trattate sulla base dell'ordine cronologico di presentazione. Nell’area dell'utente sarà possibile visualizzare l’elenco delle domande regolarmente inviate.
All’indirizzo: http://domanda.nullaostalavoro.interno.it sarà possibile, inoltre, visualizzare lo stato della trattazione della pratica presso lo Sportello unico immigrazione di competenza.
Quote per lavoro stagionale
Il DPCM del 12 marzo 2019 in argomento prevede anche una quota massima di 18.000 ingressi di cittadini extracomunitari per motivi di lavoro subordinato stagionale, da ripartire tra le Regioni e le Province autonome, a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
A questo proposito, la circolare chiarisce che possono entrare in Italia – per motivi di lavoro subordinato, a carattere stagionale - i lavoratori provenienti da:
Albania Mali Algeria Marocco Bosnia-Herzegovina Mauritius Corea [Repubblica di Corea] Moldova Costa d’Avorio Montenegro Egitto Niger El Salvador Nigeria Etiopia Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia Senegal Filippine Serbia Gambia Sri Lanka Ghana Sudan Giappone Tunisia India Ucraina Kosovo

Nell’ambito della quota per i lavoratori stagionali, è riservata una quota di 2.000 unità per i lavoratori non comunitari, cittadini dei Paesi indicati al comma 2, che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale almeno una volta nei cinque anni precedenti e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

Info in tutti gli uffici Cia.