Brachetto: la crisi sulle spalle degli agricoltori

 Le difficoltà dei produttori di uve brachetto continua e i costi della crisi gravano da anni sulle spalle delle aziende agricole.
I costi di produzione non sono coperti dai magri ricavi della vendita delle uve della Docg, e la speranza di un rilancio del prodotto legata anche all’Acqui secco non potrà dare risultati nel breve periodo.
Per questi motivi i produttori della Cia di Acqui Terme alla richiesta del Consorzio di Tutela di riduzione della resa hanno dato parere favorevole,  al fine di ridurre le giacenze che sono presenti  nelle cantine ed evitare un collasso del mercato delle uve.
Piero Trinchero dirigente della Cia di Acqui, evidenzia che “è necessario un rialzo del prezzo delle uve, fermo da molto tempo che permetterebbe, seppur parzialmente, il recupero dei costi di produzione sostenuti dagli agricoltori, solo così potremo mantenere in vita il patrimonio vitato del Brachetto che è parte integrante della storia del nostro territorio”.
Sull’aumento del prezzo la Cia di Acqui terme si impegna con i propri associati, e pur sapendo quanto sia difficile ottenere un risultato positivo, farà quanto nelle sue possibilità per ottenerlo.