Incontro ad Asti sulle rese del Moscato

 Venerdì scorso ad Asti si è svolto un incontro tra le Organizzazioni Professionali e i dirigenti di parte agricola del Consorzio dell’Asti.
Il Direttore Giorgio Bosticco ha tracciato il quadro della situazione del comparto a poche settimane dalla vendemmia, al fine di proiettare una proposta di resa per ettaro delle uve moscato.
Si è evidenziato che la scarsa resa media dello scorso anno (76,7 qli. ad ettaro) e un aumento delle vendite di circa 2.500.000 bottiglie hanno ridotto le giacenze, e la proiezione al 31 agosto è di circa 300.000 ettolitri di scorte, circa 100.000 ettolitri in meno rispetto al 2017.
Per questo i produttori agricoli che sono in Consorzio, hanno condiviso in Consiglio la proposta di una resa di 85 qli. ad ettaro con il bloccaggio di 15 quintali di uva.
Nella discussione che ne è seguita si è evidenziato che alcune aziende spumantiere avranno la necessità di sbloccare parte del prodotto, 5 quintali di uva, che da un lato garantirebbero un maggior reddito alle aziende, dall’altro la crescita delle vendite che si dovrebbero assestare intorno agli 88 milioni di bottiglie.
Con queste prospettive le giacenze proiettate al 31 agosto del 2019 saranno di circa 260.000 ettolitri, giacenze che possiamo ritenere fisiologiche.
Carlo Ricagni, direttore della Cia di Alessandria, che ha partecipato all’incontro evidenzia che “un passo avanti è stato fatto, e che la riduzione delle giacenze e la prospettiva di un aumento delle rese tra gli 85/90 quintali ad ettaro riporterà il reddito degli agricoltori oltre i 10.000 euro ad ettaro, ma ritiene necessario che il valore delle uve, in questa annata, debba crescere”.
La Cia di Alessandria riunirà i propri associati per una verifica delle proposte che sono emerse nell’incontro.