Transumanza candidata bene dell'Umanità

La pratica tradizionale della transumanza è ufficialmente candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. La richiesta è stata presentata a Parigi dall’Italia, Paese capofila della proposta insieme alla Grecia e all’Austria. La decisione da parte del Comitato di governo dell’Unesco avverrà nel novembre 2019.

La transumanza è la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano da pascoli situati in zone collinari o montane (nella stagione estiva) verso quelli delle pianure (nella stagione invernale) percorrendo le vie naturali dei tratturi, noti come "stazioni di posta".

Uno dei protagonisti è il cane. Dario Capogrosso, titolare de “Il Pastore Transumante” associato Cia Alessandria - allevamento a Sarezzano (AL) - è stato voce ospite di Radio InBlu (del network Tv2000) per raccontare questa pratica.

Capogrosso ha illustrato la sua attività, l'allevamento delle razze da pastore (il Maremmano Abruzzese su tutte) motore pulsante dell'economia pastorale, il ritorno del predatore-lupo che è tornato sui nostri territori. Il “cane bianco” è un cane non particolarmente aggressivo nei confronti dell'uomo (quindi non pericoloso per i turisti, ad esempio), ma molto protettivo per le greggi con cui vive. È un cane molto godibile ma è particolarmente utile e funzionale nell'attività agricola.

La notizia mi ha colto di sorpresa – commenta Capogrosso -: il mondo della transumanza vive di problemi concreti, i pastori sono defilati pur facendo un lavoro molto faticoso e pieno di passione. Nella speranza che le tradizioni agricole non siano perse nell'oblio, è un segnale che riempie di orgoglio. La transumanza è un patrimonio, lo è stato nei secoli e potrà continuare ad esserselo, anche grazie a questa candidatura”.