Un parassita contro la cimice asiatica?

L’Unione europea non vieta la possibilità di importare il Trussolcus halyomorphae, il parassita “buono” che potrebbe essere la soluzione contro la dilagante invasione della cimice asiatica: lo rende noto l’eurodeputato Alberto Cirio. Negli ultimi cinque anni l’insetto si è diffuso in modo esponenziale in diverse parti del nostro paese e in particolare in Piemonte, dove sta provocando gravi danni sulla frutta e sulle oleaginose, soprattutto il nocciolo.
"Speriamo che il Ministero dell’Agricoltura accolga la possibilità di importare nel nostro Paese l’imenottero Trissolcus halyomorphae, parassitoide della cimice asiatica che, dalle sue prime segnalazioni nel 2014, si sta rivelando un enorme problema per l’agricoltura Piemontese sucolture frutticole, nocciolo e seminativi, soia in particolare - commenta Fabrizio Bullano, responsabile provinciale Cipa-at Alessandria -. La lotta ad Halyomorpha halys attualmente è basata esclusivamente sull’uso di insetticidi e con 3-4 trattamenti in noccioleto, nell’Alessandrino, si è riusciti finora a contenere i danni da cimiciato, anche se i monitoraggi effettuati da CIA e dalle altre OO.PP.AA. hanno evidenziato un incremento esponenziale della popolazione della cimice asiatica e si temono grossi problemi per il 2018".
Le notizie che arrivano dal Cuneese infatti, dove H. halys è giunta un paio di anni prima e le catture sono di gran lunga superiori alle nostre, parlano di ingentissimi danni e di grossi problemi di contenimento con gli insetticidi attualmente a disposizione.
L’introduzione dell’antagonista naturale ha dato buoni risultati negli Stati Uniti e ha permesso di diminuire se non annullare gli interventi chimici. Inoltre essendo un parassitoide specifico (si sviluppa esclusivamente a spese delle uova della cimice asiatica) non darebbe problemi ad altri insetti autoctoni.
Conclude Bullano: "C’è da augurarsi che si adatti ai nostri ambienti e che risulti utile come il parassitoide del Cinipide del castagno che è riuscito a contenere l’insetto dannoso e a “salvare” la castanicoltura italiana che a un certo punto pareva del tutto compromessa. Quindi questo via libera dato all’introduzione del limitatore naturale potrebbe essere la risoluzione più ecocompatibile al problema cimice asiatica".