Le concimazioni primaverili dei grani (pubbl. 17.01.17)

Lo scorso autunno le Cooperative CENTRO AGRICOLTO SAN MICHELE, PRODUTTORI MAIS DI ALESSANDRIA e COOPERATIVA SETTE VIE, sostenute dalle Associazioni agricole CIA Alessandria e Confagricoltura Alessandria, hanno dato vita all’iniziativa “Coltiviamo il buon grano di qualità” rivolta a tutti gli agricoltori, in particolare della pianura alessandrina, per raggiungere, finalmente, l’obiettivo di concentrare la produzione di frumento, commercializzando partite di qualità omogenea in tempi e in modi che rispondano alle necessità delle industrie di trasformazione.
L’iniziativa “Coltiviamo il buon grano di qualità” ha proposto la coltivazione delle varietà di forza Bologna, Rebelde e Forcali che sono dotate di caratteristiche produttive simili tra loro e caratterizzate da elevati standard qualitativi.
Le varietà di forza sono la massima espressione della qualità del grano: pertanto a queste varietà occorre fornire particolare attenzione sotto il profilo agronomico. Terreni fertili, appropriati avvicendamenti colturali, utilizzo di seme certificato e interventi di concimazione mirati ad amplificare le loro già elevate attitudini produttive.
Nelle nostre precedenti note abbiamo riferito degli interventi di concimazione alla semina autunnale rivolti allo sviluppo della pianta e alla formazione dei culmi secondari (accestimento che si sta verificando in questi giorni); ora, occorre che vengano definite le modalità degli interventi di fertilizzazione primaverile e di difesa della coltura dalle avversità.
Il primo intervento sulla coltura (tempo e condizioni del suolo permettendo) dovrà essere eseguito indicativamente verso la fine di febbraio/inizio di marzo. In questa fase il grano ha bisogno di “azoto fresco”, cioè di azoto a pronta disponibilità, magari associato a un apporto di zolfo che contribuisce a migliorare la capacità della pianta di assorbire gli elementi nutritivi.
Quindi verso la fine febbraio dovranno essere forniti 40/50 kg all’ettaro di azoto; la proposta dell’iniziativa “Coltiviamo il buon grano di qualità” è quella di distribuire fertilizzanti con azoto nitrico e ammoniacale addizionato con zolfo.
Terminato l’accestimento, il frumento entra nella fase di levata, che i produttori conoscono molto bene, stadio in cui ogni pianta di grano sintetizza le dimensioni e la fertilità della spiga in base anche alla disponibilità dell’azoto. Occorre quindi evitare carenza di questo elemento durante la levata: 20 – 30 giorni dopo la prima concimazione primaverile si dovranno distribuire 60/70 kg all’ettaro di azoto.
L’ultima concimazione, quella fondamentale per la massima espressione qualitativa dei grani di forza, dovrà essere eseguite quando il grano ha emesso la spiga: dovranno essere distribuiti 30 kg di azoto all’ettaro; “Coltiviamo il buon grano di qualità”consiglia l’utilizzo di fertilizzanti azotati che apportino anche zolfo.
La seguente tabella riassume la successione degli interventi di fertilizzazione:
 
nr Kg azoto per ettaro Epoca Tipo di concime
1 40/50 Fine febbraio/inizio marzo Nitrato ammonico con apporto di zolfo
2 60/70 Fine marzo Qualsiasi
3 30 Spigatura Qualsiasi con apporto di zolfo

Spiega Fabrizio Bullano, responsabile tecnico Cipa.at Alessandria: "La concimazione rappresenta un aspetto molto importante della tecnica agronomica che i promotori di Coltiviamo il buon grano di qualità propongono agli agricoltori che hanno aderito all’iniziativa. Occorre anche prestare molta attenzione alla lotta alla malerbe e alla difesa dalle malattie fungine e dagli attacchi degli insetti, interventi tutti questi che possono influire in modo sostanziale sulla quantità della granella prodotta e sulla sua qualità".
La scelta del prodotto fitosanitario erbicida deve essere fatta in base alle diverse infestanti presenti nel campo, non è possibile generalizzare; si tratta però di un intervento molto importante perché può influenzare in modo significativo la produzione.
Sotto il profilo della lotta occorre innanzi tutto sottolineare come negli ultimi anni i danni arrecati al grano delle malattie fungine e degli insetti sono notevolmente aumentati, tanto da renderne indispensabile la difesa con opportuni trattamenti. La difesa è particolarmente importante per i frumenti di forza affinchè siano messi nelle migliori condizioni produttive possibili.
Un primo trattamento fungicida dovrà essere abbinato al diserbo, entro la fase finale dell’accestimento/ inizio della fase di levata; il secondo trattamento sarà posizionato in spigatura, abbinato a un insetticida, se necessario, in base alla presenza degli insetti.
Quali fitofarmaci utilizzare? I tecnici delle Cooperative e di CIA e Confagricoltura Alessandria potranno indirizzare i produttori verso i prodotti più idonei ed efficaci, informando i produttori sulle più corrette modalità di utilizzo dei vari agrofarmaci. In generale però occorre sottolineare che per evitare l’insorgere di resistenze alle varie sostanze attive e per ottenere risultati ottimali non devono essere utilizzati dosaggi inferiori a quelli indicati nelle etichette ministeriali dei vari prodotti e alternare i principi attivi.
Lo schema che segue può meglio evidenziare il programma di difesa.

 
Nr Prodotto Epoca
1 Erbicida + fungicida (contro fusariosi e mal del piede) Accestimento
2 Fungicida (septoria, ruggini e fusariosi) + eventuale insetticida Spigatura
 
 
Al di là dell’importanza per la difesa delle colture, questi trattamenti rappresentano l’unica possibilità di scongiurare sul raccolto al presenza delle micotossine prodotte proprio dai funghi che parassitizzano il frumento, sostanze che sono una grave fonte di pericolo per la salute dei consumatori. L’iniziativa delle Cooperative Centro Agricolo San Michele, Produttori Maisdi Alessandria e Cooperativa Sette Vie e di  CIA e Confagricoltura Alessandria intende fornire all’industria produzioni di assoluta sicurezza igienico sanitaria attraverso le più corrette pratiche agronomiche.