Discarica Sezzadio: "Tuteliamo la falda acquifera!" (pubbl. 08.09.16)

Anche la Cia scende al fianco degli agricoltori e dei Comuni impegnati nella protesta contro la realizzazione della discarica di Sezzadio della proponente società Riccoboni, che dovrebbe essere realizzata nei pressi di una delle falde acquifere più grandi del territorio, capace di soddisfare – da sola – l'esigenza di circa duecentomila persone. “Non si tratta di demonizzare la discarica in sé, che comunque è un'opera utile, ma di tutelare le imprese agricole e la popolazione che da quella falda attingono l'acqua, bene comune – spiega Carlo Ricagni, direttore provinciale Cia Alessandria -. Una corretta pianificazione deve essere gestita sulla base della garanzia dello smaltimento corretto dei rifiuti, ma soprattutto nel rispetto della tutela del patrimonio idrico e territoriale esistente. Inoltre, le produzioni di qualità delle nostre imprese nell'area interessata sono seriamente messe a rischio, anche in previsione della costruzione della nuova tangenziale che segmenterà i lotti dei terreni”.

La discarica di Sezzadio è un progetto in discussione dal 2011 che interessa l'area della falda acquifera di Predosa/Sezzadio, da cui attingono il comune di Acqui Terme e numerosi altri comuni del basso Alessandrino e della Valle Bormida. Questa è l'unica falda incontaminata della provincia, che la Regione Piemonte ha inserito nel Piano Tutela delle Acque come uno dei tre acquiferi di riserva da tutelare in tutta la regione. Il Comitato Agricoltori della Valle Bormida, sindaci, comitati e cittadini portano avanti la battaglia di opposizione alla realizzazione dell'impianto nei dintorni della falda, per le ragioni spiegate che la nostra Confederazione condivide e approva.