Moscato: il 4 agosto il prossimo incontro di filiera (pubbl. 02.08.16)

La Cia ha incontrato a Nizza Monferrato, al Foro Boario lo scorso venerdì, i suoi produttori associati di Alessandria, Asti e Cuneo per fare il punto sul comparto del Moscato, in un momento di cambiamento dei consumi e di strategie politiche che determinano (non sempre in modo ottimale) il futuro del settore.
All'assemblea, oltre a numerosi viticoltori, all'onorevole Massimo Fiorio e a Ezio Pellissetti di Valoritalia già direttore del Consorzio, erano presenti i rappresentanti della Cia che hanno esposto le loro relazioni volte sia a presentare i principali aspetti tecnici delle trattative portate avanti all'interno del Tavolo di filiera, sia ad approfondire le relative argomentazioni di carattere sindacale.
Dopo i saluti del presidente della Cia di Asti Alessandro Durando e del  presidente regionale Cia Piemonte Lodovico Actis Perinetto, il tecnico ed enologo della Cia di Asti Marco Pippione ha illustrato la relazione tecnica sulla situazione commerciale del Moscato, sulla base dei dati forniti dal Consorzio di Tutela dell'Asti e da Valoritalia. Secondo questa indagine, emerge che sono diminuiti i consumi di Asti spumante con numeri in drastico calo negli ultimi dieci anni. “La crisi si può leggere attraverso alcune variabili – spiega Pippione -: i mercati sono sempre più in veloce trasformazione con introduzione di nuovi prodotti, il consumatore è meno fidelizzato al prodotto e  inoltre ci sono nuove aree del mondo che scoprono la loro vocazione viticola, come l'est Europa, l'Australia, il Sud Africa e la Cina, dove gli ettari di vigneto sono ottocentomila, centodiecimila in più che in Italia”.
Carlo Ricagni, direttore provinciale Cia Alessandria e componente del Tavolo di filiera ha esposto la relazione tecnica sugli aggiornamenti della trattativa in corso con la parte industriale, anche alla luce dell'incontro svoltosi la sera precedente nella sede del Consorzio a Isola d'Asti.
La proposta di parte agricola  vede la resa di 80 q.li/ha più 10 q.li/ha di bloccaggio e un sistema per la creazione di un fondo per attività promozionali, che si potrebbe aggirare sui sette milioni di euro. La risposta industriale prevede 75 q.li/ha di resa più 10 q.li/ha di bloccaggio con una previsione differente per la creazione del fondo (intorno ai 4 milioni di euro). In sostanza, l'ulitmo incontro ha visto il mancato accordo tra le parti: gli agricoltori ritengono insostenibile la riduzione sotto gli 80 q.li/ha mentre gli industriali, che hanno già ottenuto il mantenimento all'interno del Consorzio del progetto di promozione da loro richiesto, si sono insensatamente fermati sulla posizione di resa limitata a 75 q.li/ha, indicando il grande problema del Moscato nell'eccesso di giacenza di mosto. Da questa spaccatura è emersa la proposta di parte agricola di una soluzione drastica: 60 q.li/ha che in una sola annata riporterebbero le giacenze ella quantità fisiologica del sistema del Moscato.
Commenta Carlo Ricagni, direttore provinciale Cia Alessandria: “La parte agricola, che dopo anni si trova unita nel confronto con l'industria, sta dimostrando coerenza, capacità di proposta e compattezza in questa complessa fase della trattativa del Moscato, anche se la mancata presenza della Regione nella contrattazione, per il primo anno, non facilita il confronto tra le parti”.
Presente all'assemblea anche il presidente nazionale Cia Dino Scanavino, che aggiunge: “Come rappresentante Cia ho partecipato a numerose trattative di filiera nel corso degli anni e le cose che accadono in questo momento le ho già vissute altre volte. Adesso, però, bisogna capire quanto il sistema sia motivato ad affrontare una situazione di crisi e a gestire interventi adeguati. Gli agricoltori devono salvaguardare il proprio reddito e trovare il giusto equilibrio sul mercato: per ridare slancio all'Asti sono necessari sacrifici, ma sono sicuro che ce la faremo. Anche con l'appoggio delle Istituzioni”.