Spesa per assistente familiare

È possibile detrarre il 19% della spesa sostenuta per gli addetti all’assistenza personale di familiari non autosufficienti, fino a un tetto massimo di 2.100 euro l’anno e sempre che il reddito del contribuente non superi 40mila euro annui (articolo 15, comma 1, lettera i-septies, del Tuir). La persona non autosufficiente non deve essere necessariamente a carico del dichiarante. Basta, infatti, che a provvedere alla retribuzione dell’assistente sia uno dei familiari civilmente obbligati, ovvero il coniuge, i figli naturali, legittimi, adottivi o, in loro mancanza, i discendenti prossimi, i genitori, i generi e le nuore, i suoceri, i fratelli e le sorelle. Per fruire dello sconto fiscale, occorre essere in possesso del certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza e del documento di spesa, che può anche consistere in una ricevuta rilasciata dal soggetto che presta l’assistenza; dalla ricevuta devono risultare il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza (se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, vanno indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo). Tale detrazione si cumula con la deduzione integrale dei contributi previdenziali versati all’Inps per le prestazioni di lavoro domestico fino a un massimo di 1.549,37 euro. In questo caso, però, potrà fruire dell’agevolazione solo il datore di lavoro o il familiare cui lo stesso risulti fiscalmente a carico.