Cresce il valore aggiunto, ma alcuni comparti...

Nel 2015 l’agricoltura ha fatto segnare il più alto aumento di valore aggiunto con un +3,8%, l’export agroalimentare ha toccato la soglia record di 36,8 miliardi di euro con +7,5%, l’occupazione giovanile è aumentata del 16% con oltre 20 mila nuovi posti di lavoro.
Sono numeri che parlano da soli della capacità del settore agricolo di essere protagonista, ma tutti questi numeri, molto positivi, non possono farci dimenticare che alcuni comparti estremamente importanti per il made in Italy, in particolare lo zootecnico, stanno attraversando una crisi impressionante.
A causa del crollo dei prezzi di carne e latte molte aziende rischiano il fallimento ed aspettano un intervento dello Stato. I bovini da carne sono pagati su valori che si riscontravano 20 anni fa, per non parlare del prezzo del latte che, con il venir meno degli accordi, da marzo sarà ancora in balia delle inaccettabili offerte dell’industria.
La redditività delle imprese agricole, non solo zootecniche, é ancora troppo bassa a causa degli alti costi di produzione che non trovano corrispondenza nei prezzi al consumo. Da troppo tempo l’agricoltura vede ridursi la sua partecipazione agli utili difiliera, a vantaggio degli operatori più a valle come il sistema distributivo.
Se vogliamo che l’agricoltura continui a fornire un prezioso apporto alla crescita economica del nostro Paese è necessario un progetto complessivo per il rilancio del settore che prima di tutto affronti i problemi dei comparti in emergenza, e sia affiancato da interventi e strumenti per la prospettiva.

 
Gabriele Carenini – Vice Presidente Cia Piemonte