Assemblea regionale Cia: quali le "parole chiave" delle province?

Imprenditorialità, strategia, promozione, tradizione, reddito, cambiamento sono le parole chiave per il 2016 dei presidenti provinciali delle Cia del Piemonte, invitati a relazionare all'Assemblea regionale Cia dal titolo “Le parole chiave per l'Agricoltura del futuro”, svoltasi il 30 gennaio scorso al Monferrato Resort di Cereseto. Ospiti dell'incontro, moderato dal giornalista Giulio Botto, numerosi rappresentanti politici di tutti i livelli governativi.

L'introduzione è stata affidata al presidente regionale Lodovico Actis Perinetto, che ha esposto virtù e sofferenze di un comparto tra i principali in Italia, ma che potrà avere nel 2016 un nuovo slancio con il PSR. Inoltre, ha presentato il nuovo giornale “Nuova Agricoltura”, primo numero dell'anno nella sua nuova veste grafica e di contenuto: la Cia ha nuovamente un organo di informazione regionale, con pagine interne dedicate a ciascuna provincia, dopo qualche anno di autonomia con pubblicazioni Cia locali.

I presidenti provinciali erano invitati a esprimere e motivare una parola chiave riassuntiva della nostra agricoltura.

Per Gian Piero Ameglio, presidente Cia Alessandria, la parola di sintesi è “reddito” cui dover far conto, tolti i costi vari, la burocrazia e problemi contingenti come la fauna selvatica. Alla politica il dovere di restituire dignità al settore.

Per Roberto Barbero, presidente Cia Torino, la parola è “imprenditorialità”, vista come capacità di analizzare prezzi e costi, adeguarsi continuamente al mercato, applicare nuove competenze e, soprattutto, riuscire a fare rete tra aziende.

Per Manrico Brustia, presidente Cia Novara, Vercelli e VCO, la parola è “strategia” per porsi obiettivi a lungo termine, oltre la crisi, e ovviare ai problemi anche di natura economica.

Per Roberto Damonte, presidente Cia Cuneo, la parola è “promozione” nell'intenzione di offrire prodotti di qualità promossi da programmi che sappiano rilanciare le caratteristiche dei territori.

Per Alessandro Durando, presidente Cia Asti, la parola è “tradizione”, unico mezzo in grado di risollevare il settore, come fatto – ad esempio - attraverso il progetto “Piemonte Barbera”.

Per Gabriele Carenini, vicepresidente regionale Cia, la parola è “cambiamento” per riuscire a stare sul mercato in modo competitivo a tutti i livelli aziendali. Tutto cambia ma l'agricoltura resta: questa è la leva che fa da motore alle imprese.

Dopo gli interventi dei presidenti ha preso la parola anche l'assessore regionale Giorgio Ferrero che ha fatto riferimento principalmente al PSR, al suo ritardo di uscita, ai bandi in via di apertura e alle modifiche di sistema: bandi annuali con tempi certi senza scorrimento di graduatoria; risorse non spese che andranno nei successivi bandi.

Infine, le conclusioni dell'Assemblea sono state affidate al presidente nazionale Dino Scanavino, che ha scelto come parola chiave “identità” del ruolo dell'agroalimentare in Italia e all'estero, anticipando che l'agenda politica 2016 sarà strutturata attorno ai concetti di impresa, territorio e mercato.