Arriva Natale e... il riciclo dell'albero (ma poco sostenibile)!

Nel primo Natale con il segno più dopo sette anni, con i consumi ancora lontani dai livelli pre-crisi ma stimati in crescita del 5% rispetto al 2014, resiste e si consolida la tradizione dell'albero. Ma più piccolo che in passato e molto spesso "riciclato". Così la Cia, che ha spiegato come il Ponte dell'Immacolata ha dato ufficialmente il via agli addobbi natalizi con ben 8 famiglie su 10 che hanno allestito il simbolo "verde" delle feste. In particolare, sugli oltre 12 milioni di alberi che orneranno le case degli italiani fino all'inizio del nuovo anno, quasi due su tre sono ormai esemplari "sintetici", più della metà recuperati dalla soffitta dove erano stati riposti dodici mesi prima. Meno romantici e anche meno ecologici in realtà, visto che nell'80% dei casi arrivano dalla Cina e giungono nel nostro Paese dopo aver percorso migliaia di chilometri, quindi avendo già inquinato moltissimo. Senza contare che una volta buttati via impiegano più di 2 secoli a degradarsi con un impatto ambientale notevole. Eppure, sempre più spesso, oggi sostituiscono l'abete della tradizione, quello "vero", per cui si prevede un calo degli acquisti nei vivai superiore al 10%. A unire tuttavia le due tipologie di alberi di Natale ci sono le dimensioni che negli ultimi anni, complice la crisi, si sono ridotte per motivi economici ma anche di spazi nelle abitazioni, perdendo almeno una "taglia" in 4 casi su 5. Nel dettaglio, come osserva la Cia, più del 70% degli italiani si orienta si orienta su alberi più "corti" ed economici, spendendo in media tra i 20 e i 40 euro per gli abeti "naturali" e tra i 10 e i 30 per quelli sintetici. Mentre a concedersi il lusso di arrivare ai due metri di altezza restano solo il 5% degli italiani, che destinano all'albero di Natale anche una spesa di 100 euro.