Nutrie: piano di contenimento (con criticità)

Si è svolto in Comune a Casale Monferrato, lo scorso mercoledì, un  piano di contenimento per la problematica delle nutrie, responsabili di gravi danni anche in agricoltura. All’incontro erano presenti il vice sindaco, con delega alle Attività Produttive, Angelo Di Cosmo, dell’assessore all’Ambiente Cristina Fava, i responsabili dei Settori Ambiente e Agricoltura del Comune, i responsabili dei servizi di Vigilanza Faunistica e di Gestione Fauna Selvatica della Provincia di Alessandria e dei rappresentanti delle organizzazioni agricole.
Secondo quanto previsto dagli aggiornamenti di legge le nutrie, al pari di talpe, ratti e topi, sono state escluse dalla fauna selvatica e, di conseguenza, ora possono essere abbattute seguendo un Piano di contenimento redatto da ogni singolo Comune. 
I rappresentanti del Comune hanno spiegato che attraverso dei Piani di contenimento, infatti, ora si potrà riportare un giusto equilibrio tra la loro presenza e l’ambiente idrografico e agricolo nel nostro territorio. Obiettivo dei Piani: diminuire l’impatto sulle arginature e le opere di contenimento e canalizzazione idrica, diminuire i danni all’agricoltura (sono mammiferi erbivori) e ridurre l’impatto sulla vegetazione su cui gli uccelli nidificano.
Dopo i collegamenti necessari tra gli enti, si comincerà a lavorare sul Piano.
Commenta Germano Patrucco, responsabile di zona Cia di Casale Monferrato: “Il Piano è il passo avanti che la normativa della Regione prevede per la predisposizione degli interventi. Dalla riunione svolta, però, emerge che ci sono importanti problemi operativi in relazione alle varie competenze istituzionali. Di conseguenza, oggi ci sarebbe lo strumento per agire ma l’impressione è che la burocrazia ne ritardi molto l’applicazione. Le nutrie hanno distrutto nel tempo (e continuano a farlo) numerose strutture con cavi nei terreni agricoli, danni che presentano costi elevati per la loro riparazione. Nell’apparato delle leggi e delle regole, chi ci rimette è la parte debole dell’agricoltura. Chiediamo quindi che si superino gli steccati e si risolvano i problemi. Le nutrie sono classificate alla stregua di topi, e sono anche più grossi. La positività è che almeno adesso c’è chiarezza sui ruoli per tutelare interessi degli associati”.