Etichettatura, Agrinsieme: bene la reintroduzione dell’indicazione obbligatoria dello stabilimento

Agrinsieme giudica positivamente l’approvazione, all’interno dello schema del disegno di legge di delegazione europea, della reintroduzione in etichetta dell’indicazione obbligatoria della sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari destinati al mercato italiano. La decisione del Governo, secondo gli imprenditori agricoli italiani, rappresenta un passo in avanti verso quella massima trasparenza dell'informazione, che deve caratterizzare la commercializzazione di tutti i prodotti alimentari. Agrinsieme lancia poi un appello alle Istituzioni affinché, in sede Ue, l’Italia riesca a far valere le proprie richieste negoziando il via libera all'introduzione di questa specifica indicazione in etichetta, al fine di rendere i controlli su tutti i prodotti alimentari più efficaci a garanzia della concorrenza e dei consumatori. Un tema, quello della trasparenza alimentare, di straordinaria importanza sia per tutelare e salvaguardare il lavoro delle aziende agricole contro fenomeni di imitazione e usurpazione sia per difendere i consumatori e le loro scelte di acquisto attraverso informazioni in etichetta chiare e trasparenti. L’auspicio ora - osserva il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari - è che l’iter legislativo sia celere, che appunto l’Ue non ponga ostacoli tali da rendere inapplicabile la norma nazionale e che, in tema di informazione trasparente, si giunga presto a una disposizione comunitaria che renda obbligatoria in etichetta anche l'indicazione dell'origine della materia prima.
Commenta Franco Piana, responsabile Sviluppo Imprese Cia Alessandria: "L'jndicazione della stabilimento di produzione è un ulteriore passo avanti, ma il traguardo sarò ottenere l'indicazione obbligatoria della materia prima: da quel momento i consumatori saranno a conoscenza dell'origine del prodotto confezionato in tutta la filiera".