Al Mipaaf consultazione straordinaria sull’emergenza fauna selvatica

E’ importante la presa d’atto condivisa dell’assoluta gravità della situazione, così come la dichiarata e indispensabile azione comune tra ministero delle Politiche agricole e ministero dell’Ambiente, nonché la decisa volontà di intervenire con misure appropriate. Così la vicepresidente nazionale della Cia, Cinzia Pagni, in merito alla consultazione straordinaria che si è tenuta il 16 settembre, presso la sede del Mipaaf, sull’emergenza fauna selvatica, tra le rappresentanza agricole e i massimi dirigenti dei due ministeri. La Pagni, che ha partecipato all’incontro per la Cia, ha ribadito la necessità di una radicale trasformazione della logica di riferimento, passando dalla nozione di semplice tutela a quella di gestione della fauna selvatica, anche apportando le necessarie modifiche normative, con particolare attenzione alle aree parco. Occorre valorizzare i concetti di equilibrio e corretto carico di animali rispetto alle potenzialità del territorio, dell’agricoltura e degli insediamenti. "Come denunciato più volte da Cia, per alcune specie animali a partire dagli ungulati questo carico è diventato assolutamente insostenibile - ha osservato la vicepresidente nazionale - con danni rilevanti in termini economici, ambientali, sanitari e ora anche di vite umane". La Cia ha sottolineato anche la necessità di distinguere la problematica della gestione della fauna selvatica con quella della caccia: i due ambiti hanno logiche e finalità diverse. La gestione deve far capo agli enti territoriali preposti anche utilizzando i loro corpi istituzionali di polizia. Inoltre "occorre risolvere definitivamente le problematiche inerenti l’acquisizione dei fondi necessari e le questioni relative agli ‘aiuti di stato e al de minimis’ - ha aggiunto la Pagni - per assicurare effettivi e adeguati risarcimenti agli agricoltori danneggiati". I ministeri e l’intero tavolo hanno sostanzialmente condiviso queste posizioni e in tempi brevi si riunirà di nuovo per definire le riforme normative opportune e gli interventi operativi concreti da apportare al sistema. “Gli agricoltori sono esasperati – commenta Giuseppe Botto, vicedirettore provinciale CIA Alessandria - il loro obiettivo non è quello di avere indennizzi, che fra l’altro vengono erogati con grandi ritardi, ma quello di  raccogliere il frutto del loro lavoro.  Devono pertanto  essere prese misure di prevenzione dei danni con metodi passivi (tramite strumentazioni elettriche o reti ) o più incisivi, come il contenimento delle specie dannose per portarle a un livello sostenibile sul territorio.