Agrinsieme a Bruxelles per la zootecnia

C’era anche Agrinsieme con gli oltre 6.000 agricoltori, provenienti da tutt’Europa, che lunedì 7 settembre sono scesi in piazza a Bruxelles per sollecitare le istituzioni comunitarie a intervenire tempestivamente sulla crisi della zootecnia, nel giorno del Consiglio Ue straordinario dei ministri dell’Agricoltura. "Con questa manifestazione vogliamo sostenere le istanze dei produttori italiani in Ue -ha detto dalla capitale belga Dino Scanavino, responsabile del coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari-. La situazione della zootecnia sta diventando sempre più insostenibile e gli agricoltori, nonostante i loro sacrifici, non riescono a lasciarsi alle spalle gli effetti della crisi. Da un lato il comparto della carne, che deve fare i conti con la sempre più pressante volatilità dei costi delle materie prime, con la forte dipendenza dall’estero dei ristalli e con i prezzi fermi da troppo tempo a livelli non remunerativi; dall’altro lato il settore lattiero-caseario, con quotazioni all’origine in caduta libera negli ultimi mesi. Un comparto che, dopo trent’anni di sistema delle quote, necessita di certezze per il futuro e le cui prospettive reddituali sono tutte da valutare". "La zootecnia - commenta Gian Piero Ameglio, presidente provinciale Cia Alessandria - perde redditività ogni giorno di più e i prezzi pagati agli allevatori, spesso insufficienti anche a coprire i costi produttivi, mettono a rischio la sopravvivenza delle aziende". Per questi motivi Agrinsieme ha manifestato insieme agli altri agricoltori europei, per sollecitare i Governi dell’Unione ad avviare un irrinunciabile cambio di passo, prima di tutto in materia di gestione delle crisi. Il quadro di strumenti di cui dispone la Pac ha mostrato negli anni tutti i suoi limiti di efficacia e la crisi russa ha acuito le difficoltà ed è ricaduta sulle spalle degli agricoltori. Un’attività economica che, attraverso 14 milioni circa di aziende che gestiscono il 45% della superficie complessiva, continua a fornire un importante contributo in termini di Pil e posti di lavoro diretti e indiretti. "Salvaguardare e valorizzare questi importanti valori deve essere quindi -ha detto il coordinatore di Agrinsieme- una prerogativa nelle decisioni delle politiche Ue". Intanto, però, sono necessari provvedimenti a breve termine da attuarsi subito per ridare fiato agli allevatori e tamponare l’emergenza. Per questo al ministro Maurizio Martina, che Scanavino ha incontrato in delegazione prima dell’inizio del Consiglio Ue, sono state ribadite le richieste del coordinamento: attivare un intervento di ritiro dal mercato dei formaggi Dop (Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Montasio) da assegnare agli aiuti agli indigenti; ristrutturare il debito delle aziende zootecniche colpite dalla crisi; restituire agli allevatori le quote versate e oggetto di compensazione nel periodo 2014/2015, che sono stimati in quasi 75 milioni di euro; avviare un piano di promozione istituzionale per il consumo di carne e latte Italia.