Donne in Campo: assemblea ed elezioni

L’azienda agricola del futuro al centro dei servizi di cura dei territori rurali, per creare un nuovo welfare. E’ la sfida lanciata dall’Assemblea nazionale di Donne in Campo da Expo il 24 luglio. Sfida che è stata accolta in primis da Pina Terenzi, imprenditrice del Lazio, eletta nuova vicepresidente nazionale dell’associazione.
Dopo l'applauso delle delegate a Paola Benassi, presidente del Gruppo Agricatering Toscana Nord, e vincitore del Premio “We Women for Expo”, la presidente Mara Longhin ha presentato una relazione di approfondimento sull’agricoltura sociale, campo nel quale le aziende femminili si distinguono per iniziativa e innovazione. “Come una volta la famiglia agricola offriva un ruolo a tutti i suoi componenti, anche ai più 4 svantaggiati - ha affermato Longhin - includendo ognuno secondo le sue possibilità, così l'azienda agricola del futuro dovrà essere il centro delle relazioni sociali dello spazio rurale offrendo risposte ai bisogni delle comunità a 360 gradi”.
A seguire l’intervento della presidente, la relazione scientifica del Crea dove sono stati analizzati l’andamento, le performance e le prospettive dell’agricoltura sociale in Italia, anche alla luce delle novità in corso che stanno emergendo a livello nazionale nel quadro normativo di riferimento. Oltre a ciò, l’esperienza degli agri-nido portata avanti con successo da Barbara Coli e Larisa Lupini, titolari rispettivamente dell'agri-nido “Lo Spaventapasseri” e dell’agri-nido “L’orto dei pulcini”: dalle giornate passate a contatto con la natura, ai lavori agricoli dei piccoli nelle loro strutture, fino al rapporto con gli animali, con gli odori e i sapori della campagna. Due donne in campo in prima linea per proporre e affermare un modello di educazione e crescita fortemente innovativo.
Anche il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino ha portato il proprio saluto all’Assemblea, ribadendo ancora una volta l’importante funzione sociale, economica e soprattutto innovatrice che le donne svolgono nel settore primario. "Un patrimonio importante, ha sottolineato Scanavino, sul quale costruire con successo il futuro del “made in Italy” agroalimentare".