Ortofrutta italiano tra forza, difficoltà e opportunità

Luci puntate sull’ortofrutta italiana con Agrinsieme che ha acceso i riflettori sul comparto il 28 luglio partecipando alla Festa della frutta e della verdura promossa da Expo. Una serie di iniziative per perseguire obiettivi chiari: sostenere il rilancio dei consumi interni, tutelare la redditività delle imprese agricole accorciando la filiera e soprattutto restringendo la forbice tra prezzi sul campo e prezzi al consumo, difendere il "made in Italy" in un comparto che è cresciuto grazie all’export, ma che ha subito pesanti contraccolpi dall’aumento delle barriere non tariffarie (specie fitosanitarie) nonché dalla chiusura, dallo scorso anno, del mercato russo. "Quanto all’articolazione della nostra Festa della frutta e della verdura - ha spiegato Dino Scanavino, coordinatore nazionale di Agrinsieme - abbiamo cercato di costruire un rapporto diretto con i visitatori, di esporre le nostre opinioni al governo e di rafforzare le partnership con i Paesi esteri presenti all’Esposizione Universale". Ma la Festa è stata anche l’occasione per fare il punto sulle principali dinamiche economiche del settore, a partire dagli acquisti domestici di ortofrutta. Complice il caldo dell’ultimo mese, si è avuto infatti un parziale risveglio della domanda, con un incremento stimato nell’ordine del 5%. Negli ultimi 15 anni, i consumi italiani si sono invece ridotti di 1,7 milioni di tonnellate con un consumo pro capite annuo fermo a 131 kg di prodotti ortofrutticoli.
"Si può parlare di un cauto ottimismo, sul territorio Alessandrino - spiega Gabriele Carenini, produttore e vicepresidente Regionale Cia Piemonte -; il caldo delle scorse settimane ha favorito la maturazione dei prodotti e il consumo di questi. Sono andati bene pomodori, meloni, insalate, meno bene le zucchine, anche come prezzi".
Dal punto di vista strutturale, nel settore - in Italia - sono impegnate all’incirca 450 mila aziende agricole che coltivano 850 mila ettari. Sul lato commerciale, nel 2014, le esportazioni complessive di prodotti ortofrutticoli italiani si sono attestate introno ai 7,4 miliardi di euro. La maggior parte delle spedizioni oltreconfine ha riguardato la frutta fresca (42% dell’export ortofrutticolo tricolore) e i prodotti trasformati (41% del totale). Gli ortaggi, invece, hanno totalizzato poco più del 17% delle vendite estere. Un ruolo centrale è stato giocato dalle esportazioni di mele e uva da tavola con il 45% delle spedizioni nazionali frutticole. Importanti anche i valori delle esportazioni di kiwi (15% del settore), pesche e pere (6% entrambe). Gli ortaggi più esportati, sono stati invece i pomodori, la lattuga e le carote. L’Unione europea ha assorbito il 91% dell’export nazionale di ortaggi (Germania primo fornitore per tutte le voci produttive). Per i prodotti trasformati, alla leadership di Berlino (20,5% delle spedizioni italiane), sono seguiti nell’ordine il Regno Unito (oltre il 14%), la Francia (12,4%) e, a distanza, gli Stati Uniti ( 5%). Per la frutta fresca, tranne la Germania (28% sull’export nazionale), tutte le altre destinazioni sono state inferiori al 10% del totale (Francia e Spagna secondo e terzo gradino del podio).